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Storia
Allievo
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Qualcuno di voi che conosce la storia dei vigilantes dalle sue radi come sono nate/ data/ paesi se Italia , o all’estero, dopo quanto tempo fu” dato in dotazione le armi, in che periodo le donne sono state ammesse nei ruolo dei vigilantes…insomma di tutto di più..!! se avete delle locandine ritagli di giornali.

x ADMIN. è possibile mettere delle foto /o allegati..??

Data invio: 3/2/2007 19:48
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Re: Storia
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x le foto posso creare una sezione del sito apposta..in questi giorni provvedo.

Data invio: 3/2/2007 21:49
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Re: Storia
Allievo
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ok.. grazie

Data invio: 3/2/2007 23:03
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Re: Storia
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Nella Roma antica, nel III secolo a.C. esisteva una particolare istituzione denominata "Ufficio degli Edili" che potremmo chiamare gli antenati degli attuali Istituti di Vigilanza. Infatti, mentre il Senato indicava la politica di Roma, i consoli, i pretori e i censori avevano varie funzioni di carattere soprattutto amministrativo, e i questori erano magistrati delle finanze, l'Ufficio degli Edili soprassedeva esclusivamente alla vigilanza sulla vita economica e religiosa ed attuava la prevenzione custodendo i beni dei cives e della collettività.

L'Ufficio degli Edili era costituito da quattro capi, detti appunto Edili, eletti dal Senato; essi avevano ai loro ordini delle guardie, dette Praefecti Nocturni, costituenti una particolare milizia non assoggettata alle sfere militari vere e proprie, ma esclusivamente impegnata per la vigilanza e custodia dei beni pubblici e privati.

Le guardie alla dipendenza degli Edili, potevano arrestare i delinquenti ed avevano l'obbligo di far rispettare leggi ed editti. Nelle case degli Edili, poi, potevano essere custoditi beni e valori anche dei privati, la stessa cosa che si fa oggi nei caveau degli Istituti di Vigilanza Privata.

Dopo la caduta della Roma repubblicana e del successivo impero, bisogna arrivare sino all'alto medioevo per ritrovare organismi con funzioni e scopi simili a quelli delle Guardie Particolari Giurate e precisamente durante il complesso e grandioso fenomeno denominato "Comune Cittadino".

Al tempo dei comuni, che vedeva la città cinta da mura, vennero costituite le milizie cittadine. Tale milizia, in periodo di pace, veniva esclusivamente impiegata per la vigilanza e la custodia dei beni dei cittadini che si svolgeva soprattutto di notte e durante i mercati urbani ed extraurbani, sotto il controllo del console o del podestà. Nel periodo dei comuni, alle corporazioni, che rappresentavano alcune categorie di cittadini che svolgevano la stessa arte o mestiere, venne anche concesso di costituire corpi autonomi di milizia urbana, stipendiati e gestiti dalle stesse corporazioni. Queste milizie avevano il compito di proteggere esclusivamente gli interessi degli appartenenti alla corporazione.

Comincia così a delinearsi il carattere non solo pubblico ma anche privatistico di alcuni organismi che avevano esclusivamente lo scopo di tutelare i beni di privati cittadini. La famosa figura del passeggiatore notturno con picca e lanterna, spesso accompagnato da un grosso cane, presente in tanti quadri fiamminghi ed italiani del XIV, XV e XVI secolo non è altro che quella del precursore delle Guardie Particolari Giurate odierne.

La scomparsa dei comuni non decretò la fine di queste figure che continuarono ad esistere e a svolgere i loro compiti di vigilanza sotto svariate forme. Si arrivò fino alla costituzione del Regno d'Italia che vedeva però gravi carenze legislative riguardo le licenze e le funzioni delle Guardie Particolari Giurate. Occorreva quindi, per regolamentare la materia, qualche promotore coraggioso. Nel 1870 a Padova, per iniziativa di un certo Giuseppe Lombardi, ex garibaldino, sorse il primo Istituto di Vigilanza Privato italiano. Lombardi, con pochi uomini, iniziò a svolgere un servizio di vigilanza urbano con l'appoggio dell'allora Prefetto di Padova Luigi Berti (successivamente divenuto capo della Polizia).

Il Berti, conscio delle nuove esigenze venutesi a creare col nascere dell'era industriale per effetto dell'urbanizzazione e del successivo fenomeno criminologo in chiave moderna, condivise l'iniziativa del Lombardi e quale Prefetto di Padova favorì l'iniziativa. Da Padova tale iniziativa venne estesa a Venezia, poi a Milano, Genova e Torino dove l'Istituto venne denominato "Cittadini dell'Ordine" ed ancora oggi opera in gran parte delle province piemontesi e lombarde.

Il processo di espansione sopradescritto avvenne però con grosse difficoltà iniziali, mancando infatti una precisa normativa sulla materia, Giuseppe Lombardi venne per due volte trascinato in tribunale sotto l'accusa di "usurpazione di pubblici poteri" e di "accolita di uomini ed armi senza il permesso delle Autorità Governative". Tuttavia venne sempre assolto e finalmente vide la propria iniziativa riconosciuta e regolamentata da precise disposizioni. L'esperienza di Lombardi venne seguita, negli anni successivi da altre persone che diedero vita ad organizzazioni analoghe e negli anni immediatamente successivi alla prima guerra mondiale, per volere delle Istituzioni Nazionali, furono costituiti in quasi tutte le città d'Italia Istituti di Vigilanza sotto l'egida dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, creati soprattutto per dare occupazione agli ex combattenti della grande guerra.

Si espanse così in Italia la vigilanza privata.

Data invio: 4/2/2007 22:40
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Re: Storia
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evviva la cultura!

Data invio: 5/2/2007 11:26
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Re: Storia
Allievo
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bravo admin complimenti. allora sono nati i vigilantes prima dei carabinieri..

Data invio: 5/2/2007 13:32
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Re: Storia
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I Carabinieri sono nati al tempo delle carabine altrimenti si sarebbero chiamati lancieri oppure arcieri..hi stò scherzando

Data invio: 5/2/2007 19:12
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Re: Storia
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hey, nessuno tocchi la Fedele nei Secoli!
a parte gli scherzi, a grandi linee l'istituzione dei carabinieri avviene con la promulgazione delle Regie Patenti del 13 luglio 1814, che segnarono appunto la nascita dei Carabinieri. Le patenti costituivano un atto ufficiale con il quale si dava formalmente il via a progetti di particolare rilievo per lo Stato e si stabilivano compiti e competenze per l'arma dei carabinieri.

Data invio: 5/2/2007 20:22
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Re: Storia
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Come San Giorgio è diventato Patrono delle Guardie Particolari Giurate

Agli inizi del 1993 alcune Guardie Particolari Giurate di Piacenza, con le quali decisero di collaborare colleghi di altre province italiane, decisero di ricordare i loro colleghi caduti in servizio con una cerimonia religiosa.
Fino ad allora nulla di simile era mai stato fatto in Italia.
La data della cerimonia fu stabilita per il 12 settembre. Al termine di una messa solenne fu scoperta e benedetta una lapide affissa in una parete all'interno della chiesa del Preziosissimo Sangue di Piacenza. La lapide fu successivamente posta sopra una stele, appositamente costruita a forma di leggio, nel giardinetto antistante la chiesa e inaugurata il 24 aprile con una solenne cerimonia alla presenza di numerose GPG in divisa e in borghese accompagnate dai loro familiari, nonché, da una nutrita rappresentanza di Autorità civili e militari.
Ogni anno, nella domenica più vicina al 23 aprile - ricorrenza di San Giorgio - in quel luogo, si radunano le Guardie Particolari Giurate in servizio o in congedo e dopo una solenne cerimonia religiosa nella quale viene letta la Preghiera della GPG, depongono una corona o un mazzo di fiori in ricordo dei loro caduti.
Verso la fine del 1995 il Vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio Monsignor Luciano Monari, su interessamento - dello stesso gruppo di GPG che si erano rese promotrici della ricorrenza - propose di invocare San Giorgio martire di Lydda, come patrono delle GPG, perché secondo la tradizione popolare e l'agiografia dei Santi “sembrerebbe” che Giorgio, oltre ad essere stato un ufficiale dell’esercito, per un periodo della sua vita, fosse stato anche una “specie di guardia” che proteggeva villaggi e terreni e in quella veste uccise il famoso drago.
Mons. Monari si fece promotore presso la Congregazione del culto dei Santi per il riconoscimento di San Giorgio come Patrono delle GPG e scrisse anche la Preghiera che fu approvata dai vertici ecclesiastici il 9 settembre 1996. Tale preghiera fu letta, per la priva volta, dalla Sig.ra Maria Grazia Badini durante una solenne cerimonia il 13 ottobre dello stesso anno.



PREGHIERA DELLA GUARDIA GIURATA

O Dio nostro Padre
fonte della vita e grande nell’amore.
Tu sei nostro Creatore.
La tua misericordia è senza limiti.
A te la lode e l’onore di ogni creatura.
Guarda benigno a noi,
Guardie Particolari Giurate
che con fedeltà serviamo il nostro Paese.
Aiutaci Signore, a compiere il nostro
compito in obbedienza alla tua volontà
e forti della tua Presenza, affrontiamo
fatiche e pericoli sicuri della tua protezione.
Fa che riconosciamo ogni giorno, nella voce
del dovere che ci guida, la tua voce;
Possiamo essere di esempio a tutti i cittadini,
nella fedeltà ai tuoi comandamenti e alla tua Chiesa,
nell’osservanza delle leggi e nel rispetto
dell’autorità costituita.
Concedi a noi e alle nostre famiglie
la tua Benedizione, la protezione di
Maria Santissima e del nostro Patrono.
Amen

Con approvazione ecclesiastica del 9 settembre 1996

Igor

Data invio: 5/2/2007 22:00
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Re: Storia
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Inoltre, per i più curiosi, ecco il seguito all'articolo di ADMIN:

Bisogna ricordare che una prima regolamentazione delle guardie particolari si ebbe con l’art. 45 della legge n. 7321 approvata il 21 dicembre del 1890 che così recitava: "I comuni, i corpi morali e i privati cittadini possono destinare guardie particolari alla custodia delle loro proprietà, le guardie particolari devono possedere i requisiti determinati dal regolamento, essere approvate dal Prefetto e prestare giuramento innanzi al Pretore. I loro verbali nei limiti del servizio cui sono destinate, faranno fede in giudizio sino a prova contraria ".
Solo con la legge del 1907 n. 690, nota come il Testo Unico sugli Ufficiali ed Agenti di pubblica sicurezza, si attribuì ai privati, ai corpi morali ed ai comuni la facoltà di chiedere l'approvazione della nomina di Guardie particolari Giurate per custodire le loro proprietà.
Successivamente il R.D. n. 562 del 1914 regolava gli Istituti di Vigilanza e custodia della proprietà mobiliare ed immobiliare altrui.
Le stesse disposizioni, pur con successive modifiche e chiarimenti, avvenuti soprattutto nel periodo fra le due guerre mondiali, regolano ancora oggi la vita ed i rapporti giuridici dei moderni Istituti di Vigilanza Privata Italiani e delle Guardie Particolari Giurate.
Tali disposizioni sono contenute nelle seguenti leggi:
a) Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con Regio Decreto del 18 giugno 1931, negli articoli che vanno dal 133 al 141 compreso;
b) Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto del 6 maggio 1940, dall’art. 249 all'art. 260 compreso;
c) Regio Decreto Legge del 26 settembre 1935, dall’art: 1 all’art. 6 compreso;
d) Regio Decreto Legge del 12 novembre 1936, dall’art. 1 all’art. 6 compreso.

Igor

Data invio: 5/2/2007 22:02
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